Protocollo Italia-Albania: le questioni ancora aperte davanti alla Corte di giustizia

Protocollo Italia-Albania: le questioni ancora aperte davanti alla Corte di giustizia

Restano pendenti davanti alla Corte di giustizia dell’Unione europea le cause riunite C-706/25 Comeri e C-707/25 Sidilli, oltre alla causa C-414/25 Sedrata, tutte collegate al Protocollo Italia-Albania. Le udienze si sono già svolte nel marzo 2026, ma la decisione definitiva non è ancora intervenuta.

Il contenzioso europeo mostra che il problema non riguarda soltanto il luogo fisico nel quale viene eseguito il trattenimento. Le questioni sottoposte alla Corte investono infatti competenza, libertà personale, diritto di difesa, salute e conseguenze della presentazione di una domanda di protezione internazionale dopo il trasferimento.

Nelle cause Comeri e Sidilli viene chiesto, tra l’altro, di chiarire la compatibilità del sistema con il diritto dell’Unione sotto il profilo della competenza dell’Italia a stipulare e applicare il Protocollo, degli effetti della mancata convalida del trattenimento e delle garanzie difensive e sanitarie che devono essere concretamente assicurate.

La causa Sedrata pone invece in evidenza la posizione del cittadino di Paese terzo che, dopo il trasferimento in Albania, presenta domanda di protezione internazionale. Il nodo è comprendere quale titolo giuridico possa giustificare il successivo trattenimento e come debbano essere coordinati il procedimento di ritorno e quello di asilo.

È importante non anticipare l’esito. La Corte di giustizia non ha ancora stabilito se e in quale misura il sistema sia compatibile con il diritto europeo. Proprio per questo è utile ricostruire fin d’ora le domande alle quali la futura sentenza dovrà rispondere.

Tra queste: il trasferimento in Albania modifica la giurisdizione applicabile? Cosa accade se il giudice non convalida il trattenimento? La domanda d’asilo crea un nuovo titolo restrittivo? Quali garanzie sanitarie e difensive devono essere materialmente disponibili fuori dal territorio italiano? Quale rapporto esiste tra autorità italiane e strutture operanti in Albania?

La decisione della Corte sarà quindi rilevante non soltanto per il Protocollo in sé, ma per la più ampia questione dell’esternalizzazione delle procedure migratorie e delle condizioni alle quali uno Stato membro può esercitare poteri amministrativi e restrittivi al di fuori del proprio territorio.


Avv. Fabio Loscerbo
Avvocato Cassazionista

Iscritto nel Registro dei rappresentanti di interessi della Camera dei deputati in materia di Immigrazione

Lobbista registrato presso il Registro per la Trasparenza dell’Unione europea n. 280782895721-36 in materia di Migrazione e Asilo

ORCID: 0009-0004-7030-0428

Articolo redatto con l’ausilio di strumenti di AI, sotto la direzione, revisione e responsabilità editoriale dell’autore.