Papa Leone: «Prima dei confini ci sono le persone». Ma proprio le persone chiedono che l’immigrazione sia governata
Il titolo scelto da il manifesto è destinato a circolare: «Papa Leone: le persone prima dei confini». La frase è reale. Leone XIV, intervenendo il 22 agosto al Meeting di Rimini, ha affermato che «prima di confini, definizioni e istituzioni ci sono sempre le persone». Ma trasformare queste parole nell’ennesima contrapposizione tra umanità e frontiere significherebbe attribuire al Pontefice una conclusione che nel suo discorso semplicemente non c’è. Il Papa parlava di amicizia sociale, dignità umana e capacità dei popoli di incontrarsi, non dell’abolizione politica o giuridica dei confini.
Ed è proprio qui che emerge una delle contraddizioni che da anni condizionano il dibattito europeo sull’immigrazione: si continua a presentare come alternativi principi che uno Stato serio dovrebbe invece tenere insieme. Da una parte la persona, dall’altra il confine; da una parte l’accoglienza, dall’altra il controllo; da una parte i diritti, dall’altra la sovranità. Ma il confine non è la negazione della persona. È lo strumento attraverso il quale una comunità politica stabilisce chi entra, a quali condizioni, con quali diritti e con quali doveri.
La distinzione è stata resa ancora più chiara dal cardinale Matteo Zuppi, che nello stesso contesto ha osservato che «salvare tutti non significa che entrino tutti». È una precisazione decisiva. Salvare una vita umana in mare costituisce un obbligo che non può essere subordinato alla provenienza, allo status o alla possibilità futura di soggiornare. Ma da questo non deriva alcun diritto generalizzato e automatico alla permanenza sul territorio dello Stato. Sono due piani giuridicamente e politicamente diversi, che il dibattito pubblico continua troppo spesso a confondere.
L’Europa ha pagato a lungo questa confusione. Per anni una parte delle istituzioni e del dibattito politico ha trattato il controllo delle frontiere quasi come qualcosa di incompatibile con la tutela dei diritti. Poi, davanti alla crescita dell’immigrazione irregolare, alle difficoltà di rimpatrio, alle tensioni sull’asilo e ai problemi di integrazione, gli stessi Stati hanno progressivamente riscoperto controlli, accordi con Paesi terzi e persino verifiche alle frontiere interne di Schengen. Il risultato è una politica migratoria che troppo spesso interviene quando il problema è già esploso, anziché governarlo prima.
Eppure mettere davvero la persona al centro dovrebbe significare qualcosa di molto più concreto: sapere chi entra, conoscere la sua situazione individuale, distinguere chi ha diritto alla protezione da chi non lo ha, accompagnare chi rimane in un percorso effettivo di integrazione e verificare nel tempo se quel percorso sta producendo risultati. La persona scompare, paradossalmente, proprio quando l’immigrazione viene ridotta a una massa indistinta di ingressi, quote, sbarchi e statistiche.
È su questo punto che il paradigma Integrazione o ReImmigrazione propone una prospettiva diversa. Non persone contro confini e non confini contro persone, ma confini governati e persone valutate individualmente. Chi entra legalmente e costruisce un rapporto reale con la società deve trovare istituzioni capaci di sostenerne l’integrazione. Chi ha diritto alla protezione deve essere protetto. Chi non possiede più i presupposti per restare deve invece essere accompagnato verso un percorso di ritorno effettivo, ordinato e giuridicamente sostenibile.
È questa la parte che manca troppo spesso nel dibattito europeo: l’integrazione non può essere soltanto proclamata, deve essere verificata. E il fallimento dell’integrazione non può essere ignorato indefinitamente, perché produce marginalità, conflitti sociali e, alla fine, una reazione politica che finisce per mettere in discussione anche l’immigrazione che funziona.
Le parole di Leone XIV, allora, non cancellano i confini. Ricordano qualcosa di più impegnativo: dietro ogni decisione sull’immigrazione c’è una persona. Proprio per questo quella decisione non può essere né ideologica né automatica. Deve essere individuale, responsabile, verificabile. E deve essere assunta da uno Stato capace finalmente di governare l’immigrazione, invece di limitarsi a subirne le conseguenze.
Avv. Fabio Loscerbo
Avvocato Cassazionista
Iscritto nel Registro dei rappresentanti di interessi della Camera dei deputati in materia di Immigrazione
Lobbista registrato presso il Registro per la Trasparenza dell’Unione europea n. 280782895721-36 in materia di Migrazione e Asilo
ORCID: 0009-0004-7030-0428

- Papa Leone: «Prima dei confini ci sono le persone». Ma proprio le persone chiedono che l’immigrazione sia governata
- L’integrazione non può essere presunta: deve essere verificata
- Stati Uniti, 103.265 dollari per un H-1B: il talento si misura con il portafoglio dell’impresa
- 9.663 Abschiebungen, 9.276 freiwillige Ausreisen: Deutschland braucht eine Rückkehrpolitik mit klaren Regeln
- Israele sostituisce i palestinesi con 330.000 stranieri: il lavoro arriva prima delle case
- Australia, il tetto migratorio che nessuno sa contare: One Nation inciampa sui suoi stessi numeri
- Schengen sotto pressione: quando l’immigrazione irregolare riporta i confini dentro l’Europa
- Complementary Protection and the Governance of Migration Flows: Effective Integration as an Individual Criterion for Lawful Stay within the “Integrazione o ReImmigrazione” Paradigm
- Regno Unito, 100.000 giovani europei come moneta di scambio: l’immigrazione entra nel negoziato industriale
- Sicurezza, Lepore ammette il problema: perché il Comune continua a separarlo dall’integrazione?
- Svezia, il permesso permanente non basta più: la cittadinanza diventa il vero traguardo dell’integrazione
- Nuova Zelanda, la residenza premia lavoro ed esperienza: il sistema a punti non basta più
- India, Siliguri diventa una frontiera totale: il controllo migratorio entra nella sicurezza nazionale
- Canada, la stretta sull’asilo crea un nuovo collo di bottiglia: il Bill C-12 finisce sotto gestione speciale
- Sudafrica, il confine diventa digitale ma a pagamento: R500 per l’ETA che promette velocità e controllo
- Oman, stop ai permessi over 60: la stretta emerge prima della regola pubblica
- Argentina, la stretta sulla cittadinanza inciampa ancora nei giudici: il rigore non si governa per decreto
- Singapore rifiuta la scorciatoia economica: immigrazione controllata e integrazione prima dei numeri
- The 75-Country Visa Freeze Failed. America Needs Individual Immigration Control, Not Nationality Shortcuts
- Malesia, assunzioni straniere tutte online: più efficienza, meno dipendenza dal lavoro migrante?
- Braucht Italien eine Einwanderungspolizei? Kontrollen, Rückführungen und rechtsstaatliche Garantien
- Schengen scricchiola: Weidel dice ad alta voce ciò che l’Europa non vuole ammettere
- Giappone, più controlli ma anche più integrazione: la “coesistenza ordinata” si avvicina al paradigma
- Sea-Watch 5 fermata 45 giorni: il Mediterraneo resta senza una vera catena di comando europea
- Danimarca, stretta sui permessi agli ucraini: la protezione non sarà più automatica da 14 regioni
- Regno Unito, il piano Burnham ridistribuisce l’asilo: 15,3 miliardi senza un vero governo del sistema
- EES, la frontiera digitale UE sotto stress: code, controlli ripetuti e dati da correggere
- Protezione complementare dopo il decreto-legge n. 20 del 2023: gli obblighi costituzionali e internazionali come fondamento autonomo della tutela
- Spagna, 2.500 minori identificati a Ceuta: Rabat chiede il ritorno, ma serve una valutazione individuale
- Grecia, scontri nel centro chiuso di Sintiki: il controllo non può fermarsi alle recinzioni
- Irlanda, verso una cittadinanza più selettiva: lingua, autonomia e fino a otto anni di residenza
- Stati Uniti, un giudice ferma il blocco dei visti per 75 Paesi: il controllo non può sostituire la valutazione individuale
- Australia, il tetto all’immigrazione incontra il mercato del lavoro: il caso One Nation
- ICE made about 51,000 arrests in one month. Immigration enforcement should be measured by outcomes, not arrests
- Salvini chiude ai trasferimenti dalla Germania: il Patto UE entra nella prova della reciprocità
- Europa, controllo e diritti: la nuova politica migratoria cerca un equilibrio stabile
- America Needs More Than Enforcement: A European Proposal for Measurable Integration
- Germania, il BAMF rafforza le decisioni sull’asilo: nuovi funzionari nei centri AnkER
- Polonia, nuove regole per lavoro e soggiorno: controlli più stretti sugli ingressi senza visto
- Regno Unito, aumentano i giovani che emigrano: l’integrazione riguarda anche chi resta
- Australia, i visti per ricongiungimento rallentano: quando il controllo dei flussi incide sull’unità familiar e
- Manica, la cooperazione franco-britannica ferma 185 partenze: il controllo delle frontiere torna a essere una funzione stabile dello Stato
- Stati Uniti, il giudice ferma il blocco dei visti: la selezione migratoria deve restare dentro la legge
- Ceuta y la crisis de las fronteras europeas: regularización, inmigración irregular y responsabilidad política
- Manica, meno attraversamenti grazie alla cooperazione con la Francia: perché serve una Polizia dell’Immigrazione
- Protezione complementare, radicamento e valutazione ex nunc: il Tribunale di Bologna riconosce il diritto al soggiorno sulla base dell’integrazione effettiva
- Dalla Bossi-Fini alla remigrazione: venticinque anni di promesse sull’immigrazione
- Stati Uniti, 51.000 arresti ICE in un mese: il rimpatrio funziona soltanto se lo Stato sa distinguere chi deve davvero partire
- Middle-class areas should house more asylum seekers: why integration also has a geography
- Offene Binnengrenzen, wirkungslose Rückführungen: der Widerspruch der europäischen Migrationspolitik
- Francia, 210 giorni nei centri di trattenimento: l’ottavo pilastro di Integrazione o ReImmigrazione
- Il Brandeburgo prova a verificare l’integrazione: una strada che l’Italia dovrebbe studiare
- Bossi-Fini, porti chiusi, blocco navale, remigrazione: gli slogan cambiano, il problema resta
- Dalla Libia a Creta: le rotte migratorie cambiano più velocemente dei confini
- Il Patto cambia verso: l’Italia torna destinazione dei migranti dall’Europa
- Regno Unito, Burnham vuole distribuire i richiedenti asilo anche nei quartieri della classe media: l’integrazione ha bisogno di una geografia
- Protezione complementare e permanenza condizionata: il laboratorio giuridico del paradigma “Integrazione o ReImmigrazione
- Bossi-Fini, porti chiusi, blocco navale, remigrazione: gli slogan cambiano, il problema resta
- España regulariza, Italia programa nuevas entradas: ¿hay que integrar primero a quienes ya están aquí?
- Articolo 8 CEDU, integrazione e rimpatrio: verso un modello europeo di permanenza responsabile
- Bossi-Fini, porti chiusi, blocco navale, remigrazione: gli slogan cambiano, il problema resta
- Spagna regolarizza, Italia programma nuovi ingressi: prima di importare lavoratori dovremmo integrare quelli che sono già qui?
- Immigrazione e asilo: tre eventi formativi organizzati dall’Avv. Fabio Loscerbo e accreditati dall’Ordine degli Avvocati di Bologna
- Venticinque anni di destra sull’immigrazione: cambiano le parole, non il problema
- France, jusqu’à 15 000 euros pour pouvoir travailler : quand l’immigration économique devient un marché
- ReImmigrazione non significa espulsione collettiva: significa responsabilità individuale
- Protezione complementare e governo dei flussi migratori: l’integrazione effettiva come criterio individuale di permanenza
- Dai respingimenti alla remigrazione: venticinque anni senza una politica migratoria compiuta
- Casa, immigrazione e modello Lepore: il Comune denuncia le discriminazioni, ma ignora l’aumento della domanda
- Francia, fino a 15.000 euro per poter lavorare: quando l’immigrazione economica diventa un mercato
- Il Rapporto annuale sull’integrazione di Malalbergo: dati pubblici, risultati e responsabilità
- Cardinale Baggio, la felicità è un diritto. Ma la permanenza deve essere meritata attraverso l’integrazione
- Bologna, ancora una violenza senza apparente motivo: quanto sappiamo del rapporto tra migrazione, marginalità e disagio psichico?
- Does Italy Need an Immigration Police Force? Enforcement, Removal, and Due Process
- Oltre Ceuta: perché l’Europa continuerà ad attrarre e cosa può realmente cambiare
- Prima i respingimenti, poi i porti chiusi, oggi la remigrazione: cosa è rimasto delle promesse
- Immigrazione, non basta cambiare il lessico: il dovere di integrazione deve entrare in Costituzione
- Una Carta locale dei diritti e dei doveri: l’integrazione come patto con la comunità
- L’Europa litiga sull’immigrazione perché manca una regia. Anche l’Italia ha bisogno di un Ministero dell’Integrazione e della ReImmigrazione
- Il Portogallo sceglie l’integrazione, non le porte aperte. Ma l’integrazione deve essere verificata
- Frontières ouvertes, éloignements inefficaces : la contradiction de la politique migratoire européenne
- La destra e l’immigrazione: venticinque anni di ricette, un problema ancora irrisolto
- Prevenire prima di assistere: un sistema locale di allerta sulle fragilità sociali
- Click day, consolati e burocrazia: il decreto flussi non si ripara, si supera
- Ceuta cambia l’Europa: non basta controllare chi entra, bisogna verificare chi rimane
- Venticinque anni di slogan sull’immigrazione: dalla Bossi-Fini alla remigrazione
- Germania, 21 miliardi di Bürgergeld agli stranieri ma il lavoro ha bisogno dell’immigrazione: il vero problema è misurare l’integrazione
- Sport, associazioni e parrocchie: l’integrazione si costruisce fuori dagli uffici pubblici
- Dalla custodia del passaporto al nuovo Eurodac: l’identificazione forte rende possibile la ReImmigrazione senza duplicazioni consolari
- Dalla vulnerabilità al radicamento: l’evoluzione della protezione complementare nel diritto italiano dell’immigrazione
- Dall’Albania ai nuovi hub europei: il modello può crescere solo se la ReImmigrazione nasce da una decisione individuale
- Porti chiusi, blocco navale, remigrazione: la lunga stagione delle promesse migratorie
- Deutschland braucht Einwanderung – aber Integration muss messbar werden
- Lavoro regolare e integrazione: un patto locale con imprese, agricoltura e artigianato
- Il Giappone supera l’integrazione presunta: la residenza permanente deve essere meritata e verificata
- Il Ministero dell’Interno e il riconoscimento dell’integrazione: la protezione complementare oltre la giurisdizione
- Dalla Bossi-Fini a Vannacci: venticinque anni di politiche migratorie alla prova dei fatti
- Immigrazione, oltre il “negazionismo”: l’integrazione si misura con lavoro, lingua e rispetto delle regole
- La lingua italiana come infrastruttura civile: corsi di prossimità per adulti e famiglie
- Seconde generazioni: crescere in Italia non significa essere automaticamente integrati
via WordPress https://ift.tt/59QBcoO