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Osservatorio Giuridico sull'Immigrazione

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in data febbraio 07, 2026
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Ritardi nei Permessi di Soggiorno: Due Sentenze che Fanno Giurisprudenza

  Titolo: Ritardi nei Permessi di Soggiorno: Due Sentenze che Fanno Giurisprudenza Negli ultimi tempi, due importanti decisioni giudiziarie hanno messo in evidenza i gravi ritardi della Pubblica Amministrazione italiana nel rilascio, rinnovo e conversione dei permessi di soggiorno. Tali ritardi rappresentano una violazione dei diritti fondamentali dei cittadini stranieri, compromettendo non solo la loro stabilità giuridica ma anche la loro capacità di integrarsi e condurre una vita dignitosa. Le sentenze chiave Le recenti pronunce dei Tribunali italiani hanno ribadito con forza l’obbligo della Pubblica Amministrazione di rispettare i tempi previsti dalla legge per la gestione delle pratiche relative ai permessi di soggiorno. In particolare: T.A.R. Veneto, sentenza n. 829 del 30 aprile 2024 : questa sentenza ha stabilito che il termine di 60 giorni per la conclusione del procedimento amministrativo inizia a decorrere dalla data di invio del kit postale, e non dalla successiva ...
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Visto di reingresso: annullato il provvedimento di rigetto per mancata comunicazione dei motivi ostativi all’accoglimento T.A.R. per il Lazio, sentenza n. 1645 del 30 gennaio 2023

Visto di reingresso: annullato il provvedimento di rigetto per mancata comunicazione dei motivi ostativi all’accoglimento T.A.R. per il Lazio, sentenza n. 1645 del 30 gennaio 2023               Il ricorrente, cittadino bengalese, ha impugnato il provvedimento di rigetto della domanda di visto di reingresso emesso dall’Ambasciata italiana a Dhaka. A fondamento del ricorso sono stati dedotti i seguenti motivi: violazione dell’art. 10 bis della L. 241/90 (in sostanza la mancanza del preavviso di rigetto); violazione dell’art. 4 del TUI e dell’art. 5 DPR 394/99 posto che il provvedimento di rigetto non ha richiamato alcuna motivazione concreta sulle circostanze che hanno indotto l’autorità diplomatica a negare il visto, senza alcun riferimento agli elementi di fatto o di diritto posti a sostegno del diniego. Diniego che, tra l’altro, è stato notificato al ricorrente a ben 2 anni di distanza dalla richiesta. Con provvedimento in corso di causa il TAR ha acc...

Conversione del permesso di soggiorno per cure mediche in permesso di lavoro: due ordinanze chiariscono i limiti normativi

  Conversione del permesso di soggiorno per cure mediche in permesso di lavoro: due ordinanze chiariscono i limiti normativi Avv. Fabio Loscerbo Lobbista in materia di Migrazione e Asilo registrato presso il Registro per la Trasparenza dell'Unione Europea – ID: 280782895721-36 Recenti provvedimenti del Consiglio di Stato e del Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Veneto hanno affrontato il delicato tema della conversione del permesso di soggiorno per cure mediche in permesso di soggiorno per motivi di lavoro, alla luce delle modifiche normative introdotte dal Decreto-Legge n. 20/2023. Il quadro normativo di riferimento Il Decreto-Legge n. 20 del 10 marzo 2023, convertito con modificazioni dalla Legge n. 50 del 5 maggio 2023, ha apportato significative modifiche al Testo Unico sull'Immigrazione (D.Lgs. n. 286/1998), eliminando la possibilità di convertire il permesso di soggiorno per cure mediche in permesso per lavoro. Tuttavia, l’articolo 7 del decreto ha introdot...

Revoca del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo e pericolosità sociale: il Consiglio di Stato torna a delimitare il potere discrezionale della Questura

  Revoca del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo e pericolosità sociale: il Consiglio di Stato torna a delimitare il potere discrezionale della Questura Cons. Stato, Sez. III, sentenza n. 5257/2025, R.G. n. 6296/2024, decisa il 22 maggio 2025, pubblicata il 16 giugno 2025 di Avv. Fabio Loscerbo 1. Introduzione La pronuncia del Consiglio di Stato oggetto di analisi si inserisce nel filone giurisprudenziale volto a delimitare l’esercizio del potere discrezionale della pubblica amministrazione nei confronti degli stranieri titolari di permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo , ai sensi dell’art. 9 del d.lgs. n. 286/1998 (TUI). Il caso riguarda, nello specifico, un provvedimento di revoca del permesso per asserita pericolosità sociale , emesso dalla Questura di Bologna nei confronti di un cittadino con lunga permanenza e forte radicamento in Italia. 2. I fatti: condanna penale e revoca del permesso UE Il ricorrente, residente in Italia d...
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🎙️ Podcast: Diritto dell’Immigrazione 🎧 Episodio: Lavorare con la ricevuta del primo permesso per motivi familiari 🎙️ A cura dell’Avv. Fabio Loscerbo

 🎙️ Podcast: Diritto dell’Immigrazione 🎧 Episodio: Lavorare con la ricevuta del primo permesso per motivi familiari 🎙️ A cura dell’Avv. Fabio Loscerbo Benvenuti. In questo episodio parliamo di un chiarimento importante del Ministero del Lavoro e dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, contenuto nella circolare n. 4079 del 7 maggio 2018 . Il messaggio è chiaro: 👉 Un cittadino straniero che ha presentato domanda per il primo permesso di soggiorno per motivi familiari può lavorare regolarmente, già con la sola ricevuta della domanda. Non serve attendere il rilascio del titolo definitivo. La circolare riconosce che questa ricevuta ha valore legale e attesta la regolarità del soggiorno. La base normativa è l’articolo 5, comma 9-bis, del Testo Unico Immigrazione, che viene interpretato estensivamente per includere anche i permessi per motivi familiari. Questo significa che: 🔹 Il familiare può iniziare a lavorare legalmente, 🔹 Il datore di lavoro non rischia sanzioni, ?...

Il caso Kinsa e il ruolo del Tribunale di Bologna: la Corte di Giustizia fissa i confini del favoreggiamento in rapporto al diritto di asilo

Il caso Kinsa e il ruolo del Tribunale di Bologna: la Corte di Giustizia fissa i confini del favoreggiamento in rapporto al diritto di asilo Il tema della criminalizzazione della solidarietà continua a rappresentare uno dei nodi più delicati nel diritto dell’immigrazione. Il reato di favoreggiamento dell’ingresso irregolare, previsto in Italia dall’art. 12 del Testo Unico sull’Immigrazione, ha spesso sollevato dubbi di compatibilità con i principi dell’Unione Europea, soprattutto quando a essere incriminate sono condotte ispirate a motivi umanitari o legati a vincoli familiari. Un passaggio decisivo in questa direzione è rappresentato dal rinvio pregiudiziale operato dal Tribunale di Bologna con ordinanza del 17 luglio 2023. Il giudice felsineo, investito del processo a carico di una cittadina straniera che aveva accompagnato due minori utilizzando documenti falsi, sollevava il dubbio circa la compatibilità del quadro normativo europeo e nazionale con la Carta dei diritti fondamentali ...

I tempi dilatati nelle procedure ordinarie di protezione internazionale alla luce della sentenza Zimir (C-662/23) della Corte di Giustizia UE

 La recente sentenza Zimir (C-662/23) della Corte di Giustizia dell’Unione Europea offre uno spunto di grande interesse per chi si confronta ogni giorno con i tempi dilatati delle procedure ordinarie di protezione internazionale. La Corte è stata chiamata a interpretare l’articolo 31 della Direttiva 2013/32/UE, che stabilisce un termine di sei mesi per decidere una domanda di asilo, con la possibilità di proroga solo in circostanze eccezionali. I giudici hanno chiarito che l’estensione di questi termini non è automatica e non può essere giustificata da motivazioni generiche come arretrati cronici o carenze strutturali dell’amministrazione. Ciò che la direttiva consente è una proroga limitata, fino a quindici mesi complessivi, solo quando vi sia un afflusso improvviso e simultaneo di domande o altri elementi straordinari legati al caso individuale. Questa precisazione è rilevante perché mette in discussione la normalizzazione dei ritardi che caratterizzano molte procedure in Itali...

Cittadinanza iure sanguinis: cosa cambia dopo la sentenza della Corte costituzionale n. 142/2025

  Cittadinanza iure sanguinis : cosa cambia dopo la sentenza della Corte costituzionale n. 142/2025 1. Il caso Con la sentenza n. 142 del 31 luglio 2025, la Corte costituzionale si è pronunciata su una serie di questioni di legittimità costituzionale relative all’art. 1, comma 1, lett. a), della legge n. 91/1992. La disposizione attribuisce la cittadinanza per nascita al figlio di padre o madre cittadini, senza porre limiti di generazione né ulteriori criteri di collegamento con l’Italia. Diversi Tribunali (Bologna, Roma, Milano e Firenze) avevano rimesso alla Consulta giudizi avviati da discendenti di italiani nati e residenti all’estero, già titolari di altra cittadinanza. La critica principale era che l’attuale disciplina non garantirebbe l’ effettività del legame con l’ordinamento italiano. 2. La decisione La Consulta ha dichiarato inammissibili la maggior parte delle questioni sollevate e non fondate le restanti. Inammissibilità : la Corte ha chiarito che spetta al...

Il diritto del richiedente protezione internazionale e complementare ad aprire un conto corrente

  Il diritto del richiedente protezione internazionale e complementare ad aprire un conto corrente Aprire un conto corrente non è un privilegio, ma un diritto essenziale. Per i richiedenti protezione internazionale e complementare , rappresenta il primo passo verso una piena inclusione sociale, lavorativa e amministrativa. Eppure, nonostante la normativa sia chiara, continuano a registrarsi casi di diniego da parte di alcuni uffici postali e istituti di credito, che dimostrano quanto il principio di uguaglianza fatichi ancora a tradursi in prassi operative. 1. Il quadro normativo: un diritto soggettivo riconosciuto Il Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze n. 70/2018 ha istituito il cosiddetto conto di base , ossia un conto accessibile a chiunque risieda legalmente nell’Unione Europea, compresi i richiedenti protezione internazionale o complementare. Il decreto, in attuazione della direttiva UE 2014/92 , sancisce il diritto di ogni persona fisica — anche priva di...

Sentenza R.G. 25614-1/2024 del Tribunale di Venezia: Nuova Conferma della Protezione Speciale e dell’Integrazione Sociale

  Titolo: Sentenza R.G. 25614-1/2024 del Tribunale di Venezia: Nuova Conferma della Protezione Speciale e dell’Integrazione Sociale Autore: Avv. Fabio Loscerbo Il Tribunale di Venezia, con la sentenza R.G. 25614-1/2024 emessa il 19 dicembre 2024, ha ribadito principi fondamentali in materia di protezione speciale, segnando un ulteriore passo avanti nella tutela dei diritti degli stranieri, specialmente in riferimento all'integrazione sociale e alla protezione della vita privata e familiare. Analisi della Sentenza Nel caso esaminato, il ricorrente aveva impugnato un provvedimento amministrativo di diniego di protezione speciale. Il Tribunale, in fase cautelare, ha accolto la richiesta di sospensione dell’efficacia esecutiva del provvedimento, accertando il diritto del ricorrente a un permesso di soggiorno per protezione speciale temporaneo, in attesa del giudizio di merito. 1. Principi di Integrazione Sociale La decisione si è basata sull’analisi dell’integrazione sociale del ...
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A cura dell’Avv. Fabio Loscerbo Avvocato | Registro per la Trasparenza UE ID 280782895721-36 ORCID: https://orcid.org/0009-0004-7030-0428 www.reimmigrazione.com