Bonus mamme e lavoro domestico: dal Tribunale di Milano una questione di costituzionalità
Il Tribunale di Milano ha sollevato, con ordinanza dell'ottobre 2026, questione di legittimità costituzionale relativa all'esclusione delle lavoratrici domestiche dal nuovo bonus mamme disciplinato dall'articolo 6, comma 2, del decreto-legge n. 95/2025. Il settore domestico occupa molte lavoratrici straniere, ma la questione riguarda tutte le persone impiegate in quel comparto, indipendentemente dalla cittadinanza.
Non è ancora una declaratoria d'incostituzionalità. Il rinvio alla Corte costituzionale significa che il giudice rimettente ha ritenuto rilevante e non manifestamente infondata la questione per il processo pendente. L'eventuale illegittimità della norma dovrà essere accertata dalla Consulta.
Il punto centrale è verificare se il diverso trattamento delle lavoratrici domestiche, rispetto alle altre lavoratrici che possono accedere alla prestazione, trovi una giustificazione ragionevole in rapporto alla finalità della misura di sostegno alla maternità e alla genitorialità.
La vicenda è rilevante anche sul piano dell'eguaglianza sostanziale: le differenze tra i settori di impiego possono produrre effetti significativi sull'accesso alle prestazioni sociali. Fino alla decisione costituzionale, il contenuto dell'ordinanza di rimessione e i requisiti del beneficio devono essere distinti dalle eventuali conseguenze future.
Avv. Fabio Loscerbo
Avvocato Cassazionista
Iscritto nel Registro dei rappresentanti di interessi della Camera dei deputati in materia di Immigrazione
Lobbista registrato presso il Registro per la Trasparenza dell’Unione europea n. 280782895721-36 in materia di Migrazione e Asilo
ORCID: https://orcid.org/0009-0004-7030-0428
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