Caporalato e lavoratori migranti: Su.Pr.Eme. 2 mette alla prova l'integrazione nel mercato del lavoro

Il programma Su.Pr.Eme. 2, dedicato al contrasto dello sfruttamento lavorativo e della marginalità dei cittadini di paesi terzi, offre l’occasione per discutere la distanza tra ingresso nel mercato del lavoro e integrazione effettiva. Il progetto coinvolge amministrazioni territoriali del Mezzogiorno, in un contesto nel quale l’agricoltura stagionale resta esposta al rischio di intermediazione illegale e precarietà abitativa.

Le iniziative annunciate nell’ottobre 2026 si propongono di rafforzare percorsi di tutela, orientamento e inclusione dei lavoratori migranti. La platea indicata di circa 18.000 beneficiari potenziali va letta come obiettivo di progetto, non come risultato già raggiunto.

Il lavoro costituisce un indicatore fondamentale dell’integrazione quando si svolge nel rispetto delle norme. Ma una persona occupata in condizioni di sfruttamento non ha necessariamente raggiunto autonomia economica, sicurezza abitativa o accesso effettivo ai diritti. Esigere regolarità dal lavoratore significa, nello stesso tempo, controllare i datori e contrastare chi trae profitto dalla vulnerabilità.

La risposta pubblica deve distinguere la posizione delle vittime dalle responsabilità di intermediari e imprese. L’accertamento delle condotte individuali, l’ispezione del lavoro e il raccordo con le misure di protezione non possono essere sostituiti da valutazioni generiche sulla provenienza dei lavoratori.

Per valutare il programma sarà opportuno misurare il numero di persone effettivamente raggiunte, l’accesso a contratti regolari, la stabilità abitativa e l’efficacia dei controlli. Solo questi risultati permetteranno di comprendere se le risorse impiegate abbiano prodotto integrazione concreta.

Riferimenti: programma Su.Pr.Eme. 2; Portale Integrazione Migranti, ottobre 2026, sezione notizie e progetti, https://www.integrazionemigranti.gov.it/

Avv. Fabio Loscerbo