Cassazione n. 22869/2026: pericolosità sociale e condanne penali nell'espulsione
La Cassazione, con ordinanza n. 22869/2026, ha affrontato la valutazione della pericolosità sociale dello straniero destinatario di un provvedimento di espulsione, soffermandosi sui limiti del richiamo automatico a precedenti penali.
Una condanna è un elemento potenzialmente rilevante, ma non esaurisce necessariamente l'accertamento della pericolosità attuale. Il giudice deve considerare la natura e l'epoca dei fatti, la successiva condotta dell'interessato e gli eventuali percorsi rieducativi o di reinserimento documentati, secondo la disciplina applicabile al caso.
La pronuncia richiama l'esigenza di una valutazione concreta e individualizzata, distinguendo il giudizio penale sul fatto passato dalla prognosi richiesta ai fini di un provvedimento amministrativo attuale. Non ne discende che un percorso lavorativo o rieducativo elimini automaticamente il rilievo di reati commessi.
Nell'opposizione al decreto di espulsione è pertanto opportuno produrre provvedimenti dell'autorità giudiziaria, certificazioni e relazioni pertinenti al percorso successivo, chiedendo che la motivazione si confronti con questi elementi senza limitarsi a un elenco di precedenti.
Fonte: https://www.foroeuropa.it/rivista-2026-n2-giur-1-morselli/
Avv. Fabio Loscerbo
Avvocato Cassazionista
Osservatorio Giuridico sull'Immigrazione
ORCID 0009-0004-7030-0428
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