CGUE Tadmur: revoca della protezione sussidiaria e divieto di rimpatrio

La sentenza della Corte di giustizia del 26 marzo 2026, causa C-202/25, Tadmur, ECLI:EU:C:2026:257, chiarisce il rapporto fra revoca della protezione sussidiaria e principio di non respingimento. La vicenda riguarda una persona la cui protezione era stata revocata per motivi di ordine pubblico, rispetto alla quale risultava però accertata l’impossibilità di allontanamento verso il Paese di destinazione.

L’articolo 5 della direttiva 2008/115/CE, letto alla luce della Carta dei diritti fondamentali, non consente di adottare una decisione di rimpatrio verso una destinazione per la quale il rischio vietato sia già accertato. La perdita dello status di protezione e la possibilità di disporre legittimamente l’allontanamento sono questioni giuridiche distinte.

La sentenza non sottrae alle autorità la possibilità di esaminare le condotte individuali né impedisce l’adozione di misure consentite dall’ordinamento. Impone però che la tutela assoluta contro il refoulement non venga elusa mediante un provvedimento di rimpatrio incompatibile con i suoi presupposti.

È un principio centrale per un governo dell’immigrazione fondato sulla responsabilità personale e sul rispetto delle garanzie inderogabili. La legalità dell’azione amministrativa esige una decisione motivata sullo status e una verifica separata della destinazione e dell’eseguibilità dell’allontanamento.

Fonte: CGUE, C-202/25, Tadmur, https://juris.curia.europa.eu/juris/document/document.jsf?doclang=IT&docid=311229

Avv. Fabio Loscerbo
Avvocato Cassazionista
Iscritto nel Registro dei rappresentanti di interessi della Camera dei deputati in materia di Immigrazione
Lobbista registrato presso il Registro per la Trasparenza dell’Unione europea n. 280782895721-36 in materia di Migrazione e Asilo
ORCID: 0009-0004-7030-0428
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