Concorso Agenzia delle Entrate: il Tribunale di Milano dichiara discriminatoria la clausola di cittadinanza
Concorso Agenzia delle Entrate: il Tribunale di Milano dichiara discriminatoria la clausola di cittadinanza
La Sezione lavoro del Tribunale di Milano, con sentenza del 22 settembre 2026, ha accolto il ricorso presentato da APN, ASGI, CGIL Lombardia e LEDHA contro un bando dell'Agenzia delle Entrate per 622 posti nell'area assistenti, destinato a persone iscritte al collocamento mirato. Il bando richiedeva la cittadinanza italiana, escludendo anche categorie di cittadini stranieri ammesse dalla legge all'impiego pubblico.
Il problema giuridico deriva dal rapporto tra l'articolo 38 del decreto legislativo n. 165/2001 e discipline previgenti che riservavano determinati impieghi ai cittadini italiani. L'accesso di cittadini UE, familiari di cittadini europei, lungo soggiornanti e titolari di protezione internazionale non può essere negato indistintamente, senza verificare se le mansioni implichino l'esercizio diretto o indiretto di pubblici poteri o la tutela dell'interesse nazionale nei termini consentiti.
Il Tribunale ha giudicato discriminatoria la clausola nella specifica procedura selettiva e ha imposto la rimozione dell'ostacolo per le categorie legalmente ammesse. Si tratta di una sentenza di merito: non significa che ogni incarico della pubblica amministrazione debba essere aperto senza distinzioni di cittadinanza.
La decisione richiama le amministrazioni a una verifica concreta delle funzioni richieste, evitando esclusioni basate soltanto sull'appartenenza formale a un ufficio pubblico. Parità di accesso e rispetto delle riserve normative devono essere valutati insieme, alla luce delle mansioni e dello status giuridico del candidato.
Fonte: Sentenza e commento, 28 settembre 2026.
Avv. Fabio Loscerbo
Avvocato Cassazionista
Iscritto nel Registro dei rappresentanti di interessi della Camera dei deputati in materia di Immigrazione
Lobbista registrato presso il Registro per la Trasparenza dell’Unione europea n. 280782895721-36 in materia di Migrazione e Asilo
ORCID: https://orcid.org/0009-0004-7030-0428
Articolo redatto con l’ausilio di strumenti di AI, sotto la direzione, revisione e responsabilità editoriale dell’autore.