Corte costituzionale n. 63/2026: cittadinanza iure sanguinis e limiti della riforma
La sentenza n. 63, depositata il 30 aprile 2026, affronta la legittimità costituzionale dell'articolo 3-bis della legge n. 91/1992, introdotto dal decreto-legge n. 36/2025, convertito nella legge n. 74/2025. La disposizione limita, con eccezioni determinate, l'acquisto della cittadinanza italiana per discendenza in favore dei nati all'estero in possesso di altra cittadinanza, anche anteriormente alla riforma.
Il dispositivo va letto con precisione. La Corte ha dichiarato non fondate le questioni prospettate in riferimento agli articoli 2 e 3 della Costituzione e all'articolo 117, primo comma, in rapporto alle disposizioni europee richiamate; altre questioni sono state dichiarate inammissibili. Non si tratta, quindi, di un'approvazione indistinta di ogni possibile applicazione della disciplina.
La pronuncia distingue l'attribuzione di uno status non ancora accertato dalla perdita di una cittadinanza già riconosciuta ed effettivamente esercitata. Questo passaggio è particolarmente rilevante nel confronto con la giurisprudenza europea sulla privazione della cittadinanza dell'Unione.
Il caso pone una questione di fondo: sino a che punto la cittadinanza per discendenza possa essere collegata a un rapporto effettivo con la comunità nazionale. Sul piano applicativo restano decisive le specifiche eccezioni e le domande presentate entro le scadenze fissate dal legislatore.
Fonte primaria: Corte costituzionale, sentenza n. 63/2026.
Avv. Fabio Loscerbo
Avvocato Cassazionista
Iscritto nel Registro dei rappresentanti di interessi della Camera dei deputati in materia di Immigrazione
Lobbista registrato presso il Registro per la Trasparenza dell’Unione europea n. 280782895721-36 in materia di Migrazione e Asilo
ORCID: 0009-0004-7030-0428
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