Corte EDU, A.A. c. Paesi Bassi: poligamia e ricongiungimento dei figli

Corte EDU, A.A. c. Paesi Bassi: poligamia e ricongiungimento dei figli

La Corte europea dei diritti dell’uomo, nel caso A.A. c. Paesi Bassi, ha affrontato una questione particolarmente delicata: il ricongiungimento di figli nati nell’ambito di un matrimonio poligamico non riconosciuto dall’ordinamento dello Stato ospitante.

La Corte distingue nettamente due piani. Da un lato, il rapporto tra genitore e figli costituisce vita familiare protetta dall’art. 8 CEDU anche quando il matrimonio poligamico dei genitori non è riconosciuto. Dall’altro, da tale relazione non deriva automaticamente un diritto incondizionato all’ingresso o al ricongiungimento.

Gli Stati conservano infatti un margine di apprezzamento nella gestione dell’immigrazione familiare, purché la decisione sia individualizzata, proporzionata e tenga conto in modo concreto dell’interesse superiore dei minori.

Il principio è importante anche per l’ordinamento italiano: il mancato riconoscimento di una forma matrimoniale non cancella il legame genitore-figlio, ma la tutela della vita familiare deve essere bilanciata con le regole sull’ingresso e il soggiorno.

Per la difesa, diventano centrali la prova della relazione effettiva, l’intensità dei legami familiari, l’età dei minori, le condizioni di vita nel Paese d’origine, le possibilità reali di mantenere la relazione a distanza e l’eventuale pregiudizio derivante dal mancato ricongiungimento.

La decisione conferma quindi che il diritto alla vita familiare non coincide con un automatismo amministrativo: richiede una valutazione concreta, capace di considerare insieme protezione del minore, realtà familiare e disciplina migratoria.

È proprio in questa tensione tra forma giuridica e realtà affettiva che l’art. 8 CEDU continua a svolgere una funzione decisiva.


Avv. Fabio Loscerbo
Avvocato Cassazionista

Iscritto nel Registro dei rappresentanti di interessi della Camera dei deputati in materia di Immigrazione

Lobbista registrato presso il Registro per la Trasparenza dell’Unione europea n. 280782895721-36 in materia di Migrazione e Asilo

ORCID: 0009-0004-7030-0428

Articolo redatto con l’ausilio di strumenti di AI, sotto la direzione, revisione e responsabilità editoriale dell’autore.