Decreto flussi: il TAR Campania tutela il lavoratore in buona fede dopo la revoca del nulla osta
Nel contenzioso relativo al decreto flussi, l'irreperibilità del datore di lavoro che aveva originariamente richiesto il nulla osta può compromettere il percorso amministrativo di uno straniero entrato regolarmente. Una serie di pronunce del TAR Campania, fra cui la sentenza n. 2777 del 30 aprile 2026, affronta il problema della revoca disposta nonostante la buona fede del lavoratore e la successiva disponibilità di un nuovo datore.
Il giudice sottolinea che le omissioni dell'originario datore non possono essere automaticamente imputate al lavoratore che abbia trovato una nuova e concreta occupazione durante la validità del nulla osta. La buona fede deve essere dimostrata, così come il nuovo rapporto, l'effettività dell'assunzione e le comunicazioni rese all'amministrazione.
Il punto giuridico è il principio di proporzionalità. La Prefettura deve valutare se il nuovo datore possa subentrare e confrontarsi con le circostanze sopravvenute invece di limitarsi a una revoca meccanica. Non vi è, però, un generale diritto a ottenere il permesso in qualsiasi caso di mancata assunzione.
Le decisioni rappresentano un riferimento per contestare provvedimenti privi di un'istruttoria sulla condizione attuale del lavoratore e sulle condotte concretamente imputabili ai diversi soggetti.
Fonte: TAR Campania, sentenza n. 2777/2026.
Avv. Fabio Loscerbo
Avvocato Cassazionista
Iscritto nel Registro dei rappresentanti di interessi della Camera dei deputati in materia di Immigrazione
Lobbista registrato presso il Registro per la Trasparenza dell’Unione europea n. 280782895721-36 in materia di Migrazione e Asilo
ORCID: https://orcid.org/0009-0004-7030-0428
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