Formazione all’estero e SIISL: il lavoro regolare comincia prima dell’ingresso

Il decreto interministeriale del 22 giugno 2026 disciplina l’iscrizione al Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa dei cittadini stranieri che abbiano completato programmi di formazione professionale e civico-linguistica nei Paesi d’origine ai sensi dell’articolo 23 del Testo unico immigrazione. La comunicazione istituzionale del 7 agosto e le FAQ del 18 settembre 2026 illustrano la nuova operatività.

La previsione mette in relazione la selezione dei lavoratori, la formazione e l’incontro tra domanda e offerta. Sono i soggetti proponenti dei programmi a dover iscrivere alla piattaforma i partecipanti che abbiano completato il percorso. Tale iscrizione non è, tuttavia, né un visto né un nulla osta, e non elimina le verifiche richieste per l’ingresso.

Sotto il profilo dell’integrazione, la conoscenza linguistica e la qualificazione documentata possono favorire l’autonomia del lavoratore; non garantiscono da sole un rapporto regolare, condizioni salariali dignitose o un’abitazione adeguata. La qualità del percorso va misurata anche dopo l’arrivo in Italia.

Il sistema può diventare un modello amministrativo di ingresso programmato, purché sia possibile verificarne risultati, costi, corrispondenza tra formazione e occupazione e tutela da intermediazioni abusive. La capacità di governare l’immigrazione richiede dati individuali e strumenti concreti, non mere dichiarazioni di principio.

Fonti: https://integrazionemigranti.gov.it/it-it/Ricerca-news/Dettaglio-news/id/4871/Sistema-Informativo-per-lInclusione-Sociale-e-Lavorativa-SIISL
https://www.integrazionemigranti.gov.it/it-it/Ricerca-news/Dettaglio-news/id/4924/Lavoratori-formati-allestero-le-FAQ-sulliscrizione-al-SIISL

Avv. Fabio Loscerbo