Immigrazione e amministrazione digitale: il problema non è il portale, ma la tracciabilità del procedimento
Immigrazione e amministrazione digitale: il problema non è il portale, ma la tracciabilità del procedimento
La digitalizzazione delle procedure migratorie viene spesso presentata come soluzione ai ritardi amministrativi. In realtà, il vero salto di qualità non dipende dall’esistenza di un portale, ma dalla capacità del sistema di rendere il procedimento leggibile, verificabile e ricostruibile.
Una piattaforma digitale è utile se consente al cittadino e al difensore di sapere quali documenti risultano acquisiti, quale ufficio sta trattando la pratica, se esistono richieste istruttorie pendenti e quale sia lo stato effettivo del procedimento.
Quando invece la digitalizzazione si limita a sostituire lo sportello fisico con un’interfaccia opaca, il rischio è soltanto quello di trasferire online le stesse inefficienze già esistenti. L’utente vede una pratica “in lavorazione”, ma non comprende dove si trovi il fascicolo né quale attività amministrativa sia ancora necessaria.
Nel diritto dell’immigrazione questo problema è particolarmente rilevante perché il tempo amministrativo incide sul lavoro, sulla famiglia, sul soggiorno e sulla possibilità di esercitare diritti collegati allo status della persona.
La qualità del procedimento digitale dovrebbe quindi essere misurata attraverso criteri concreti: tracciabilità degli atti, interoperabilità tra amministrazioni, notifiche affidabili, possibilità di integrare il fascicolo e accesso effettivo alle informazioni essenziali.
La tecnologia può ridurre il contenzioso soltanto se migliora la qualità dell’istruttoria e la trasparenza amministrativa. In caso contrario, il portale diventa soltanto un nuovo livello tra il cittadino e l’amministrazione.
Il punto istituzionale è quindi chiaro: la modernizzazione delle procedure migratorie non coincide con la loro informatizzazione, ma con la capacità di garantire procedimenti comprensibili, controllabili e realmente responsabili.
Avv. Fabio Loscerbo
Avvocato Cassazionista
Iscritto nel Registro dei rappresentanti di interessi della Camera dei deputati in materia di Immigrazione
Lobbista registrato presso il Registro per la Trasparenza dell’Unione europea n. 280782895721-36 in materia di Migrazione e Asilo
ORCID: 0009-0004-7030-0428
Articolo redatto con l’ausilio di strumenti di AI, sotto la direzione, revisione e responsabilità editoriale dell’autore.