Nuovo regolamento europeo sui rimpatri: obblighi, garanzie e centri nei Paesi terzi
Il Consiglio dell'Unione europea ha dato il via libera definitivo, il 1° ottobre 2026, al nuovo regolamento sui rimpatri delle persone prive di un diritto di soggiorno nell'Unione. Il testo rafforza gli strumenti comuni di cooperazione e integra il sistema delineato dal Patto europeo sulla migrazione e l'asilo.
Fra gli elementi annunciati figurano un ordine europeo di rimpatrio, obblighi di cooperazione per il destinatario della decisione e la possibilità, a condizioni determinate, di istituire centri di rimpatrio in Paesi terzi. Tali strumenti non cancellano gli obblighi relativi alla protezione internazionale, al divieto di respingimento e alla tutela giurisdizionale effettiva.
Occorre distinguere l'approvazione dell'atto dalla sua entrata in vigore e dalle successive decorrenze applicative, da verificare nella pubblicazione ufficiale. Anche il riconoscimento reciproco delle decisioni nazionali segue le specifiche condizioni e scansioni temporali del testo europeo.
La questione centrale non è soltanto l'ampliamento degli strumenti di allontanamento, ma la capacità di tradurre una decisione amministrativa in un rimpatrio legittimo ed eseguibile, con controlli sulle destinazioni, sui costi e sulla tutela dei diritti fondamentali.
Fonte primaria: Consiglio UE, comunicato 1 ottobre 2026.
Avv. Fabio Loscerbo
Osservatorio Giuridico sull’Immigrazione
ORCID 0009-0004-7030-0428