Tribunale di Bologna: vulnerabilità e procedura di frontiera sono piani distinti
Il Tribunale di Bologna, con decreto del 10 settembre 2026, ha affrontato un tema centrale nella prima applicazione del nuovo Regolamento procedure: il rapporto tra vulnerabilità del richiedente e possibilità di applicare una procedura di frontiera.
Il giudice chiarisce che la capacità della persona di partecipare formalmente al procedimento non coincide con l’assenza di vulnerabilità. Un richiedente che abbia subito torture, gravi violenze o traumi può comprendere il procedimento e rendere dichiarazioni, ma avere comunque bisogno di garanzie procedurali particolari.
È una distinzione importante perché il nuovo sistema europeo tende a organizzare rapidamente le domande attraverso categorie procedurali. Tuttavia, la velocità non può sostituire la valutazione concreta dei bisogni della persona.
La vulnerabilità deve essere esaminata in modo dinamico. Può emergere già nello screening iniziale, ma anche successivamente durante l’audizione, attraverso documentazione medica, dichiarazioni, comportamenti o elementi che non erano stati immediatamente visibili.
Per la difesa diventa quindi essenziale documentare tempestivamente ogni elemento rilevante e chiedere che l’Amministrazione valuti se la procedura scelta resti compatibile con le esigenze specifiche del richiedente.
Il punto non è affermare che ogni persona vulnerabile sia automaticamente esclusa da qualunque procedura accelerata o di frontiera. Il principio è più preciso: la vulnerabilità impone una verifica effettiva delle garanzie necessarie e della compatibilità della procedura con il caso concreto.
La decisione del Tribunale di Bologna rappresenta quindi un richiamo importante a non confondere efficienza procedurale e standardizzazione della persona.
Avv. Fabio Loscerbo
Avvocato Cassazionista
Iscritto nel Registro dei rappresentanti di interessi della Camera dei deputati in materia di Immigrazione
Lobbista registrato presso il Registro per la Trasparenza dell’Unione europea n. 280782895721-36 in materia di Migrazione e Asilo
ORCID: 0009-0004-7030-0428
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