La Grande Sezione della Corte di giustizia, con sentenza del 4 giugno 2026, causa C-147/24, Safi, ECLI:EU:C:2026:442, ha interpretato l'articolo 20 TFUE nel rapporto fra cittadinanza europea del minore e soggiorno del genitore cittadino di un Paese terzo.
La vicenda riguarda il rifiuto di un diritto di soggiorno derivato e la prospettiva di trasferire il genitore verso un altro Stato membro nel quale dispone di un titolo. La presenza di tale possibilità non chiude automaticamente l'esame: bisogna considerare il rapporto di dipendenza e le conseguenze sulla vita del figlio.
Il superiore interesse del minore e la tutela della vita familiare richiedono un'istruttoria concreta sulle relazioni affettive, sui compiti di cura e sugli effetti del trasferimento. La semplice indicazione di un altro Paese dell'Unione non sostituisce questa valutazione.
Il principio non attribuisce un permesso incondizionato a ogni genitore straniero. La protezione derivata dalla cittadinanza dell'Unione dipende da presupposti che devono essere accertati alla luce delle circostanze personali.
La sentenza invita le amministrazioni a considerare la cittadinanza europea come un insieme di diritti effettivi, non soltanto come uno status formale. In ambito migratorio, l'interesse familiare esige decisioni individualizzate e motivazioni controllabili.
Fonte: https://infocuria.curia.europa.eu/tabs/redirect/juris/liste.jsf?num=C-147%2F24
Avv. Fabio Loscerbo
Avvocato Cassazionista
Iscritto nel Registro dei rappresentanti di interessi della Camera dei deputati in materia di Immigrazione
Lobbista registrato presso il Registro per la Trasparenza dell’Unione europea n. 280782895721-36 in materia di Migrazione e Asilo
ORCID: 0009-0004-7030-0428
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